L’Incontro


Il mio primo giorno in provincia di Lecco non lo dimenticherò mai.

Ricordo che ero felicissima per aver trovato una famiglia nuova che si prendesse cura di me, ero super raffreddata nonostante fosse Aprile, ma non mi importava nulla, sapevo che la mia vita sarebbe ripartita da lì.

Da quando mi ha preso in braccio, ho capito che la mia Mammina era una persona speciale, nonostante non la conoscessi ancora, emanava un odore di buono, di genuino…ricordo di essermi attaccata a lei come una ventosa e di aver stretto all’inverosimile per non mollarla più, anche perché inizialmente ero molto spaventata, continuavano a spostarci da un posto all’altro e mai nessuno fino a quel momento mi aveva tenuto tra le braccia con tanto amore e tanta speranza…Ero spaventata, lo ricordo, ma al tempo stesso orgogliosa, felice e dopo un primo momento di tensione per capire cosa stesse succedendo, ho subito abbassato la guardia e se fino ad un attimo prima mi fossi chiesta in continuazione cosa fossi nata a fare, in quel momento trovai tutte le mie risposte e capii che forse, era valsa la pena stare male se come premio non mi sarei mai più allontanata da quel meraviglioso profumo.

Quando ancora ero in quella stanza buia con una rete davanti, nonostante ci fossero gli altri ero completamente sola, sola a dover cercare di sopravvivere, sola nelle mie paure, sola nel trovare cibo e c’erano tanti altri esemplari che, forse perché erano più grandi fisicamente, se ne approfittavano e finivano per accaparrarsi il posto migliore o tutto il cibo… questa è stata la mia prima scuola di vita, farmi sentire per non cedere alla morte…

Il viaggio era stato lungo, con noi c’erano un paio di uomini cattivi, gridavano in continuazione, ridevano di noi, godevano nel vederci spaventati se non facevamo quello che dicevano ci picchiavano anche, peccato che non ricordo ci abbiano mai chiesto nulla! Volavano calci, pedate e se non eri veloce rischiavi di prendere i colpi in pieno e farti davvero tanto male…la prima volta ne ho preso uno sul muso… Ho pianto per due giorni dal dolore, credevo che sarei morta perché facevo fatica anche solo a bere. Non so dove ho trovato la forza di correre incontro alle due donne che hanno aperto la porta di ferro, ma immaginavo che andando verso di loro forse mi sarei salvata, forse la vera vita sarebbe iniziata una volta fuori di li…

Mammina non mi ha mai chiesto nulla su quello che ho vissuto prima di incontrarla. Con lei non c’è bisogno di molte parole, a volte basta uno sguardo e davanti a noi si aprono discorsi che un libro farebbe fatica a contenerli tutti… Credo che le faccia male sapere quali atrocità abbia dovuto sopportare, ma ogni volta che le dico che se sono valsi ad incontrare lei, li rifarei uno ad uno, lei si mette a gridare che certe cose non devo nemmeno pensarle e nonostante poi si giri a far finta di continuare ciò che stava facendo, io lo vedo che a stento trattiene le lacrime. Lo so che il suo è un’amore incondizionato e non è pena, perché quando vieni scelta come “Mammina Affidataria” già di per sé un po’ speciale lo devi essere, ma quando accetti con amore ciò che ti viene affidato, senza poter scegliere e da quel giorno a tutti gli effetti entri a far parte della famiglia come se lo fossi sempre stato… bhè non è da tutti, nonostante lei dice che ci sarebbero un sacco di persone che farebbero carte false per trovarsi nella sua situazione.

Quel giorno, dovetti mettermi in viaggio nuovamente, non sapevo ancora cosa mi aspettasse né quale fosse la destinazione, ma ho trovato il coraggio di affrontare ciò che stava succedendo grazie a quegli occhi sereni e decisi, caldi e profondi, capaci di entrarti dentro e leggerti l’anima. Ricordo che guardandomi intensamente, le prime parole che mi disse furono:

<< Julia…. Sì Julia, ti chiamerai così>>

E quel suono mi piaceva, la sua voce mi piace, non avevo mai udito una musica tanto dolce e piena di suono.. Julia, un nome dolce e gioioso, malinconico e misterioso al tempo stesso e in poche sillabe eccomi descritta… JULIA…ridevo e piangevo al tempo stesso perché ero felice, nessuno mai prima di allora mi aveva chiamato e poteva essere quello oppure altri duecento milioni di nomi che sarebbe stata la stessa cosa… Avevo un nome! Era la prima volta nella mia vita che qualcuno si rivolgeva a me, parlava con me, mi abbracciava e mi baciava seppur fossi sporca e puzzolente…

Il Viaggio fu lungo, non so dire per quanto perché mi addormentai esausta tre le calde braccia di mammina, ma quando aprii gli occhi pensavo fossi in paradiso, invece eravamo arrivati  a ChihuaWix, eravamo a casa.

Pubblicato da Briciole di Luna

Allevamento Amatoriale Chihuahua riconosciuto Enci e FCI. Attenzione nella conservazione e selezione di razza con amore e dedizione. Specializzati nella colorazione Blue e Choccolate.

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